Un viaggio da duri e puri

Da Milano a Tarifa e ritorno in sella a una Suzuki GSXF-750.

Maroòn Five

La pagina ufficiale dei Maroòn Five, la band rock meno talentuosa di tutti i tempi.

Club Atlètico Boca Jouer

La squadra di calcio a 7 inconsciamente patrocinata da Claudio Cecchetto.

Movie Mash Up

Cosa scaturirebbe dalla fusione delle sceneggiature di alcuni tra i film più famosi di tutti i tempi? Probabilmente qualcuna di queste stronzate!

I racconti dell'appartamento

Non i soliti aneddoti di studentelli fuorisede.

22/dic/2012

Cadore21 - La genesi - Parte 2

L'ESODO
Testi di JR
E’ il 22 settembre 2003, siamo tornati a Milano già da qualche settimana (intanto LilloArzillo ha preso un monolocale in zona Garibaldi, che io frequento assiduamente), quando veniamo contattati dalle sorelle Poccy e Cilicia (quell’anno trasferitasi a Milano) per fare un giro in centro assieme; pensammo di accettare, giusto per variare un po’ le nostre abitudini. 
Dopo esserci messi le mani nei capelli successivamente alla lettura del messaggio di Poccy: “Vediamoci al Duomo, sotto la statua del vecchio su un cavallo” ci rechiamo con loro in qualche pub in zona. La serata termina alla nuova casa di Cilicia in via Cadore 21, dove veniamo a conoscenza dell’esistenza di due misteriose coinquiline che però non si sono ancora trasferite; decidiamo immediatamente di frugare in tutti gli effetti personali delle malcapitate e di saltare, e successivamente dormire nei loro letti prima che potessero farlo loro. 
La serata venne archiviata come extraordinaria nel senso latino del termine e tornammo alle nostre vite. 
Poccy intanto era tornata a Brindisi, dal momento che, facendo ancora il liceo, era solo in visita da Cilicia. Qualche giorno dopo ci stupimmo però della tenacia di Cilicia nel proporci una nuova uscita, questa volta in compagnia di una delle due coinquiline sopra citate: entra in scena Mrs. No. 
Ricordo che facemmo un giro assurdo, ad un certo punto ci ritrovammo a porta Ticinese, che all’epoca non sapevo affatto si chiamasse così; la verità è che io e LilloArzillo non eravamo ancora molto pratici di Milano, ma dovendo portare in giro le nuove arrivate ci improvvisammo ciceroni che non avevano la più pallida idea di dove dirigersi… Il trucco era far finta di orientarsi perfettamente anche quando dentro di te continuavi a ripeterti: “Non tornerai mai più a casa!!!” 
Sospetto però che nonostante le loro scarse facoltà intuitive le ragazze si accorsero ben presto del nostro escamotage. Alla fine trovammo la salvezza in una fermata di un tram che le avrebbe riportate a casa… A titolo informativo una volta a casa Mrs. No chiamò FedeRotten al telefono dicendo di essere uscita con due amici di Cilicia un po’ strani, e aggiunse che con tutta probabilità non li avrebbe più rivisti. Poiché esiste un teorema matematico in grado di dimostrare che ogni qualvolta Mrs. No esprima una sua opinione accada l’esatto contrario, da allora iniziammo a vederci molto spesso, anche con FedeRotten che conoscemmo solo in seguito. 
Quando ormai il gruppo era quasi definitivamente consolidato (mancava infatti solo la presenza di MarBello), facemmo la conoscenza di altri due soggetti, rigorosamente brindisini e come noi a Milano per studiare, che diventarono essenziali per il completamento della famiglia di via Cadore: uno era Sergej, personaggio straordinario, del quale passarono alla storia i suoi: “Si-Si” che pronunciava al posto di annuire; è la più tragica delle perdite che il gruppo ha dovuto subire (essendo tornato a Brindisi l’anno dopo); l’altro, Tactless, è quello che ne rimane. 
Fecero di tutto per farsi odiare durante la prima uscita con noi, facendosi aspettare per oltre un’ora alla fermata di Porta Genova… Quando scesero dall’autobus con quei sorrisini imbarazzati pensammo tra noi: “Ecco che faccia hanno questi figli di lorda..” Fortunatamente si fecero assolvere alla grande quando la seconda sera che uscimmo con loro si auto-invitarono a casa di via Cadore e prima di andare a letto si infilarono dei raccapriccianti pigiami di Mrs. No e Cilicia facendo strani balletti e Tactless non perse tempo ad inanellare una serie stupefacente di gaffes, anche se solo in seguito ci saremmo accorti di questa sua nobile dote naturale.

In foto: le sorelle Poccy e Cilicia in un'istantanea pregna della loro stupidità

20/dic/2012

Recensione - The Grey


Liam Neeson è uno di quegli attori capaci di valorizzare un film con la loro semplice presenza. E' la sua interpretazione infatti a portare drammaticità e credibilità a questo survival thriller ambientato nei nevosi deserti dell'Alaska. Peccato non sia riuscito anche a portare uno script migliore.
L'attore è infatti stato costretto dal regista e co-sceneggiatore Joe Carnaham (The A-Team) a barcamenarsi nell'ennesima riproposizione delle vicende di un gruppo di persone sopravvissute a un disastro aereo, in una pellicola che è inquadrata in un canovaccio narrativo già abusato.
Infatti seppure le scene dell'incidente risultino ben girate e dal notevole impatto emozionale, in seguito è tutto un susseguirsi di scene di azione in cui appena i protagonisti pensano di essere al sicuro subito "SBRAAAAANG!!", e succede qualcosa. In fin dei conti, è quel genere di film.
Anche la minaccia costante dei lupi, figure archetipiche che incutono un'inquietudine quasi fiabesca, è mal gestita e sfociante prevalentemente nell'azione convulsa: ciò che doveva rappresentare un espediente narrativo per far meditare lo spettatore sul valore della vita e la sopravvivenza, si riduce a una sequenza di scene concitate in cui i protagonisti scappano da un branco di lupi o li prendono a cazzotti.
Comunque va riconosciuto che le scene di cui sopra sono sempre ben girate (degna di nota la sequenza ambientata sul ciglio di un crepaccio), e creano una certa tensione nello spettatore che viene indotto a preoccuparsi del destino dei personaggi. Ciò non toglie però che il film appaia stiracchiato, e sicuramente contribuisce a dare questa impressione il fatto che una pellicola di circa due ore sia stata adattata da un racconto breve e non da un romanzo.
"The Grey" vuole quindi essere di più che un semplice thriller, e per certi versi ci riesce: i personaggi sono meglio caratterizzati rispetto agli altri film di genere, e l'interpretazione di Liam Neeson è magistrale. Tuttavia, seppure lo script risulti meno superficiale rispetto ad altri survival thrillers non si può dire che la storia narrata evochi chissà quali riflessioni profonde (come invece succede in "Into the Wild", film che secondo me mirava agli stessi obiettivi di "The Grey" ottenendo però risultati di gran lunga migliori). Al termine della visione, ciò che rimane negli occhi dello spettatore sono soprattutto le scene d'azione.
Consiglierei quindi la visione del film, ma solo ai fan di Neeson (come il sottoscritto) o a chi voglia qualcosina in più rispetto ai soliti action movies. Due consigli: evitate di guardare il trailer perchè è troppo rivelatore, e attendete la fine degli interminabili titoli di coda per vedere il finale definitivo.
Comunque, Liam Neeson meritava forse un film migliore. E noi anche.

17/dic/2012

Un viaggio da duri e puri - Giorni nove e dieci


09/08/2009
GIORNO NOVE

GRANADA - CORDOBA


Oggi Cordoba.
Ascolto Jimmy Page and The Black Crowes, il live al Greek Theatre del 1999. Perchè Pagey e Percy li tratto alla pari, se un giorno ascolto uno il giorno dopo devo ascoltare l'altro...
Stamattina ci siamo svegliati alle 9:00, tardissimo vista la nostra routine. Colazione (la solita: cornetti vuoti di quarta scelta e acqua, wow!) con calma e via a smontare il campo. Siamo andati via da Granada alle 12:00, mai avevamo fatto così tardi...
La verità è che dopo nove giorni iniziamo a sentire tutto il peso del viaggio, e comincio a chiedermi a volte perchè io abbia deciso di spendere le mie ferie estive facendo questa vita di merda. Faticando, al posto di stare a sciacquare in qualche posto di mare non facendo un cazzo dalla mattina alla sera. Già, perchè ora sono qui sotto la luce del cesso del campeggio, con un vago puzzo di merda, a 2.600 Km da Milano a imbrattare questo taccuino?
La risposta è semplice quanto immediata: a me non frega un cazzo di sciacquare le palle. Anzi, io sto meglio con le palle sporche, o immerse brevemente in acqua fredda.
Certo non sono un barbone: spendo 2 Euro per mangiare, ma poi la sera sono qui con il mio bel pacchetto di Marlboro sempre pieno, il mio Nikpod II da 360 Euro e le mie cuffie Bose da 100 Euro. Diciamo che ho poche priorità, e miro a soddisfare quelle. Del resto me ne fotte meno di un cazzo. Se per soddisfare la curiosità di scoprire l'effetto che fa sulla faccia il vento dei Pirenei devo mangiare merda per 18 giorni, va bene. Mi adatto. E basta.
Dunque oggi Cordoba. 


Islam e Cattolicesimo insieme. Anzi, uno dentro l'altro. E già perchè la moschea della città (la più grande e sfarzosa di tutto l'Islam occidentale, dato che Cordoba era la capitale di tutto il territorio arabo andaluso) dopo la conquista cristiana è stata adibita a cattedrale. E siccome i cattolici erano scomodi a dire messa nella selva di colonne tipica delle moschee, nel XVI secolo hanno pensato bene di costruirci una chiesa barocca. Non sopra la moschea, ma dentro! L'effetto è stranissimo: un enorme luogo di culto islamico, con colonne e archi tipici, e all'improvviso il marmo bianco e il figlio del falegname inchiodato.
Ancora commistione, e ai massimi termini.


Dopo la visita alla cattedrale (8 Euro a cranio, ottimamente spesi) abbiamo fatto un tour (anzi, un tour de force: zaini carichi e sole cocente) di tutta Cordoba a piedi. Bellissima.
Poi camping, montare la tenda, mangiare fuori perchè domenica qui è tutto chiuso (e kebab fu...), di nuovo camping.
Domani Siviglia, di cui non sappiamo un cazzo (come del resto non sapevamo un cazzo di tutti gli altri posti in cui siamo stati, ma è bello così: farsi stupire...).
Ed ora alle brande, domani è un altro giorno e si vedrà... Siviglia.
10/08/2009
GIORNO NOVE

CORDOBA - SIVIGLIA


Sera tardi, LilloArzillo e il Cunctator rientrano in campeggio in moto. Scendendo dal mezzo, LilloArzillo alza lo sguardo al cielo e si ricorda che quel giorno è una data particolare. Si rivolge quindi al suo compagno di viaggio: "Ehi, oggi è il 10 agosto!".
I due alzano gli occhi al cielo, senza dire niente per qualche secondo. Scrutano. E' LilloArzillo a rompere il silenzio: "Apposto" dice, e si allontana verso la tenda. Il Cunctator ride, quest'anno è andata così...
Oggi Siviglia. Volevo fare una foto con un barbiere (il barbiere di Siviglia!) ma come in Italia al lunedì son tutti chiusi...
Nonostante questo, la città ci è piaciuta tantissimo. 


Abbiamo anche visitato il palazzo reale gratis, sfruttando le nostre datate tessere universitarie (il Cunctator è riuscito a entrare mostrando la showcard del cinema!) spacciandoci per studenti in corso. Niente di più falso! Comunque, 7 Euro e 50 a cranio risparmiati.


Oggi poi ho sentito al telefono Joaquìn, ed ha confermato che ci ospiterà a Malaga. Ottimo, questa è una cosa che serviva per tranquillizzare il Cunctator... Soldi risparmiati, riposo in una casa, una guida del luogo durante una delle feste più enormi del Mediterraneo. E chi sta meglio di noi?
Durante la visita a Siviglia, abbiamo trovato un supermercato in cui un litro di birra Cruzcampo (da oggi la nostra birra spagnola preferita) costava 1 Euro e 10! Una litrata a testa, e passa la paura...


Mentre gustavamo la nostra cerveza ghiacciata seduti sulla panchina di una piazza insieme ad altri barboni abbiamo conosciuto Massimo: 40 anni, toscano, solo e con tanta voglia di trasferirsi a Siviglia per sempre. La sua storia mi ha fatto un po' tristezza e, paradossalmente, il suo desiderio di fuggire mi ha fatto venire tanta voglia di tornare e casa. Già, stasera un po' di saudade. Per il resto, tuttapposto.
Domani si guida fino a Cadice, per raccontare che veramente un'estate ho girato a destra a Genova e sono andato dritto finchè non è finita la strada. E ho la testa piena dei posti che ho visto. 
Mica cazzi.

15/dic/2012

Cadore21 - La genesi - Parte 1

IN PRINCIPIO ERANO LILLOARZILLO E JR
Testi di JR
E’ il 2002 quando LilloArzillo, residente a Bari, si trasferisce a Milano per frequentare l’Università. Si sistemò in un bilocale nei pressi di piazza S.Babila, assegnato a suo padre Optimus Prime dall’azienda per cui stava temporaneamente lavorando (anche se in realtà non vi dormiva quasi mai data la masochistica situazione di pendolare Bari-Milano). 
Io e LilloArzillo siamo cresciuti praticamente assieme e siamo probabilmente più legati tra noi di quanto potremmo esserlo con i nostri rispettivi fratelli. 
Il 2002 è il nostro anno, nel senso che ci siamo SOLO noi. Memorabili sono le notti insonni passate a creare con tutto quello che vi era a portata di mano delle inverosimili piste per le macchinine radiocomandate comprate ai cinesi di piazza Duomo, come anche le colazioni, i pranzi e le cene consumate giornalmente al Mcdonald’s di Piazza S.Babila, rigorosamente pagate coi buoni pasto di Optimus Prime (questo finchè il nostro Mc preferito non fu messo fuori uso da una bomba). 
Tra gli aneddoti che vale la pena ricordare annovero inoltre il terribile incidente che rovinò in maniera permanente il parquet della cucina di LilloArzillo: avevamo appena fatto una sostanziosa spesa nel mini-market più ladro di Milano (pagata ovviamente coi buoni pasto di Optimus Prime) e, nell’avviarci a casa con due voluminose buste della spesa a testa, LilloArzillo mi disse di prestare attenzione perché una di esse poteva rompersi… Non appena varcata la soglia di casa, come in una scena di una delle tante sit-com trash con protagonista una famiglia di negri, entrambe le maniglie della busta che conteneva tra l’altro una bottiglia di olio d’oliva cedettero contemporaneamente… Ci consolammo solo constatando che l’insalata che avevamo appena comprato non aveva più bisogno di essere condita, dato che navigava sul parquet in una chiazza d’olio. Ricordo con un pò di risentimento anche il rapporto tra me e il portiere del lussuoso stabile in cui risiedeva mio cugino; non ho mai capito perché, per usare un eufemismo, non gli andassi a genio… Forse non tollerava che aspettassi il rientro di LilloArzillo dall’Università sdraiato sul divano di pelle Frau color panna che c’era nella hall, appoggiandoci sopra i miei stivali infangati, i jeans strappati e pieni di toppe e i dreads legati con improbabili fasce, e che nell’attesa aprissi le riviste dei condomini per dargli un’occhiata… Mi guardò con aria pietosa anche quando mi trovò a dormire sul pianerottolo, mentre aspettavo mio cugino per farmi prestare 2 euro per prendere il treno per tornare a casa… In effetti quella fu una mia fase piuttosto trasandata, che poco si confaceva allo stile del palazzo.

In foto: LilloArzillo e JR in una foto di repertorio

13/dic/2012

Movie mash up - parte 4


IL DIARIO DI INDIANA JONES
Commedia romantica ambientata negli anni '30. Indiana Jones è un archeologo statunitense che affida alle pagine di un diario le proprie disavventure di single coatto, nevrotico e frustrato, dilaniato dal rapporto compulsivo con sigarette, alcool e cibo. Dopo varie vicissitudini, il diario finirà in mano ai nazisti dando vita a una serie di divertenti equivoci.

QUASI AMICI MIEI
In questa brillante commedia pervasa di cinismo, una combriccola di burloni capeggiati da Ugo Tognazzi si diverte a ordire crudeli scherzi ai danni di un indifeso tetraplegico.

JACK FROST / NIXON - IL DUELLO
Il Presidente Nixon decide finalmente di concedere un'intervista relativa al celeberrimo scandalo Watergate, ma a un'unica condizione:  l'intervistatore dovrà essere un inanimato pupazzo di neve.

L'ULTIMO BACIAMI ANCORA
Gabriele Muccino alle prese con l'ennesimo dramma generazionale: Stefano Accorsi e Laura Morante si urlano addosso per la quasi totalità del film, intervallati da saltuarie scene lesbo tra le discinte Martina Stella e Nicoletta Romanoff.

MANUALE D'AMORE AI TEMPI DEL COLERA
Pellicola didattica patrocinata dal Ministero della Salute. Carlo Verdone e Margherita Buy si amano alla follia, nonostante il primo sia affetto da una malattia del tratto intestinale caratterizzata dalla presenza di diarrea profusa. Comicità a sprazzi con finale in dissolvenza.

IL SIGNORE DEGLI ANELLI: IL RITORNO DEL MONNEZZA
Per portare l'equilibrio nel Faerun, un disperato Frodo cercherà l'aiuto di Claudio Amendola. Quest'ultimo accetterà di aiutarlo, anche se si rivolgerà all'hobbit per tutto il film chiamandolo "nano demmerda". 

COLAZIONE DA TERMINATOR
Una giovane squillo d'alto borgo è decisa a rinunciare all'amore per sposare un killer cibernetico venuto dal futuro, che porterà terrore nel mondo ma allo stesso tempo la renderà felice regalandole svariati gioielli.

OPERAZIONE V PER VALKIRIA
Tom Cruise progetta di sparare a Hitler mentre quest'ultimo assisterà a uno spettacolo di ragazze pon-pon della Gioventù Nazista. Il piano fallirà miseramente perchè, a causa di una trovata goliardica Goering, il Fuhrer e tutti i gerarchi del Reich si presenteranno in platea indossando una maschera di Guy Fawkes.

BLADE ROADRUNNER
Harrison Ford viene assoldato da Willie Coyote per catturare Bip Bip. Riuscirà nel suo intento, ma solo dopo un interminabile monologo di Rutger Hauer.