Un viaggio da duri e puri

Da Milano a Tarifa e ritorno in sella a una Suzuki GSXF-750.

Maroòn Five

La pagina ufficiale dei Maroòn Five, la band rock meno talentuosa di tutti i tempi.

Club Atlètico Boca Jouer

La squadra di calcio a 7 inconsciamente patrocinata da Claudio Cecchetto.

Movie Mash Up

Cosa scaturirebbe dalla fusione delle sceneggiature di alcuni tra i film più famosi di tutti i tempi? Probabilmente qualcuna di queste stronzate!

I racconti dell'appartamento

Non i soliti aneddoti di studentelli fuorisede.

02 giu 2011

Movie mash up - Parte 3


IL DISCORSO DEL RE LEONE
Il nuovo re d'Inghilterra deve preparare un discorso alla nazione da trasmettere via radio, ma ha un problema: essendo un leone, non sa parlare. Il re decide quindi di rivolgersi a un famoso logopedista, che verrà da lui sbranato durante la prima seduta di terapia.

SE SCAPPI TI CANCELLO
Richard Gere e Julia Roberts alle prese con un allucinato viaggio nel proprio inconscio, per cercare di cancellare dalle loro menti il ricordo dell'ultimo orrendo film che hanno girato come coprotagonisti.

VI PRESENTO JACK BLACK
Anthony Hopkins è un uomo che ha tutto dalla vita: denaro, successo e una splendida famiglia. La sua idilliaca realtà verrà improvvisamente sconvolta dall'arrivo di Jack Black, che lo obbligherà forzatamente ad assistere a tutto il suo repertorio di gag.

IL MIO WILD WILD WEST
Leonardo Pieraccioni e Will Smith prendono un sacco di botte in testa da Massimo Ceccherini mentre cercano di spiare Alessia Marcuzzi che fa la doccia seminuda. 

TESORO MI SI SONO RISTRETTI QUEI BRAVI RAGAZZI
Una gang criminale al servizio della mafia, chiamata "La banda dei bravi ragazzi", usa un rivoluzionario raggio rimpicciolente per compiere furti e rapine.

ILARIA ALPI: IL PIU' CRUDELE DEI GIORNI DI TUONO
Una giornalista italiana indaga su un sospetto traffico d'armi internazionale. Dopo una serie di incredibili vicissitudini, verrà assassinata mentre al volante di una vettura Nascar tenta di vincere la 500 miglia di Indianapolis.

PIRATI DEI CARAIBI: LA MALEDIZIONE DI PIAZZA DELLE CINQUE LUNE
Film impegnato che si ispira al rapimento e all'uccisione di Aldo Moro, proponendone una nuova chiave di lettura: secondo il regista infatti non sarebbero state nè le Brigate Rosse nè i servizi segreti deviati a uccidere lo statista democristiano, bensì una raffazzonata banda di pirati antropomorfi. Secondo gli addetti ai lavori, questa nuova versione presentata nel film avrebbe ricevuto il plauso di Giulio Andreotti. 

SIAMO UOMINI CHE ODIANO LE DONNE O CAPORALI?
Totò Esposito è una comparsa teatrale che, stanco delle angherie che subisce quotidianamente dall'amministratore del teatro in cui lavora, decide di lenire la propria frustrazione uccidendo sadicamente una sua giovane parente.

IL CURIOSO CASO DI JENSON BUTTON
Lui è un mediocre pilota di Formula 1, che invecchia normalmente. Riuscirà comunque a vincere un campionato mondiale grazie a un colpo di culo.

NATALE A GOMORRA
Divertente commedia degli equivoci in cui Roberto Saviano, interpretato da Massimo Boldi, ritorna nel suo paese natale scortato da un'improbabile entourage di guardie del corpo composto da Christian De Sica, i Fichi d'India, Nino D'angelo ed Enzo Salvi. Memorabile la scena di Christian De Sica che, dopo essere stato rapinato in un vicolo di Scampia, urla "LI MORTACCI VOSTRA"  per 7 minuti filati.

23 mag 2011

Come l'acciaio resiste la città

Questo è uno stralcio delle dichiarazioni odierne del nostro Premier, che è ancora lì a mettere la faccia per evitare di perdere Milano:

"Una Milano che vuole andare avanti e crescere non vorrà consegnarsi all'estrema sinistra con i rischi di diventare disordinata, caotica e insicura. Non può diventare, alla vigilia dell'expo 2015, una città islamica, una zingaropoli di campi rom assediata dagli stranieri e che darebbe loro anche il diritto di voto nelle consultazioni municipali".

Un po' di xenofobia e psicosi non guasta mai, soprattutto per ingraziarsi cattolici reazionari, leghisti e neofascisti che rappresentano gli elettori "intellettuali" del PdL. 
Poi c'è la moltitudine che riesce a votare Polo delle Libertà solo grazie al fatto che l'attuale legge elettorale prevede come segno di preferenza una X sul simbolo del partito, perchè se invece ne bisognasse scrivere il nome in modo ortograficamente corretto, causerebbe una marea di schede nulle. Per loro questi messaggi sono superflui: un po' di populismo, qualche promessa irrealizzabile e una linea pseudo-politica basata sul trinomio "dio-patria-famiglia" è più che sufficiente.

Comunque, il Premier continua:

"Non si può far vincere Giuliano Pisapia, il cui programma è rischioso, rischioso e gode dell'appoggio dei centri sociali e delle frange estreme della sinistra. Non credo che vogliamo un sindaco che sembra vada a prendere il caffè tutti i giorni con i rappresentanti dei centri sociali e consegnare la città a chi promette programmi irrealizzabili e farebbe di Milano la Stalingrado d'Italia".

A parte la sparata sui centri sociali che non voglio neanche commentare (dato che a Milano il Leoncavallo ha sempre rappresentato un esempio virtuoso per gli spazi autonomi autogestiti), vorrei porre attenzione sull'ultima frase.

Milano la Stalingrado d'Italia.

Nell'ingenuità psicotica del nostro Premier, la sua avrebbe dovuto essere una minaccia. D'altra parte, cosa rende meglio l'idea di un regime totalitario e illiberale più di una città ribattezzata con il nome del despota ancora regnante?  E anche se il culto della personalità sembra essere un valore bipartisan (Berlusconi ha infatti recentemente proposto di ribattezzare a suo nome lo stadio "Giuseppe Meazza" di San Siro), rimane comunque suggestiva l'immagine della giunta comunale sostituita da un soviet che si riunisce negli uffici del Pirellone per varare il nuovo piano quinquennale.
Quello che però sfugge al nostro Premier, ma non a chiunque abbia completato con profitto almeno il primo ciclo di scuola primaria, è che la città di Stalingrado evoca in realtà ben altre immagini: per le sue strade si è infatti combattuta, dall'agosto del 1942 al febbraio del 1943, la più grande battaglia della storia. Una battaglia che ha cambiato le sorti del mondo, grazie alla quale è stata bloccata l'avanzata delle destre totalitarie ed è iniziata la controffensiva che poi ha portato russi e alleati ad arrivare congiuntamente a Berlino.

"Sulla sua strada gelata la croce uncinata lo sa, d'ora in poi troverà Stalingrado in ogni città".


Così recita una famosa canzone degli Stormy Six. Ben due anni prima dello sbarco americano a Omaha Beach, la battaglia di Stalingrado ha dimostrato che l'armata tedesca non era imbattibile, causando un effetto domino che ha incoraggiato lo spririto di rivolta e la voglia di cambiamento di tutta Europa.

"E corre qua e là un ragazzo a dar la voce,
si ferma un'altra fabbrica, altre braccia vanno in croce,

e squillano ostinati i telefoni in questura, 
un gerarca fa l'impavido ma comincia a aver paura". 

Ecco che dunque il nostro Primo Ministro ha involontariamente regalato a tutti gli elettori d'opposizione un'immagine poetica e suggestiva, per cui il ballottaggio di Milano risulta essere la prima grande dimostrazione di come il PdL possa essere fallace persino nella sua roccaforte. E non importa se l'Armata Rossa si sia strategicamente ritirata nell'entroterra russo aspettando che fosse il Generale Inverno a fiaccare le truppe tedesche, mentre noi invece abbiamo preferito risolvere la questione "all'italiana" (cioè non facendo assolutamente niente ma aspettando un colpo di culo). L'importante è che ora abbiamo la possibilità concreta di far implodere il berlusconismo, sotto l'onda dirompente dei risultati elettorali del capoluogo lombardo.
In questo senso, io spero che Milano diventi la Stalingrado d'Italia.
Spero che tutto l'elettorato d'opposizione, sotto l'egida della sinistra moderata e di quella socialdemocratica, possa marciare sulla nostra Berlino e che l'Italia possa finalmente voltare questa disastrosa pagina della sua storia. Per questo bisogna sostenere Pisapia, De Magistris e tutti i candidati del centrosinistra coinvolti nei ballottaggi. Per questo è importante andare a votare il 29 e 30 maggio. Perchè, come ha scritto una volta un cantante italiano con la puzza sotto al naso che ora vive a Parigi:

Non sarebbe bello riprendere Berlino?


Ed ora qualche informazione di servizio:
Quello che vedete qui sopra in foto è il manifesto con lo slogan che ho ideato per la campagna del candidato consigliere comunale Mangoni in supporto a Pisapia. Se avete un account Facebook, potete votarlo QUI cliccando sul tasto "Mi piace". 
Altra cosa che potreste fare grazie a Facebook (ma sareste troppo buoni) è diventare fan de "La circostanza della contingenza" cliccando sul tasto "Like" qui di fianco, nell'apposito box sulla sidebar di destra del blog. In questo modo, sarete sempre aggiornati riguardo gli ultimi sviluppi contingenti.

Così è deciso, l'udienza è tolta.

22 mag 2011

Un viaggio da Duri e Puri - Giorni Sette e Otto


07/08/2009
GIORNO SETTE

SANTA POLA - ALMERIA



Oggi crisi del settimo giorno. 
Io e il Cunctator stamattina eravamo stanchi. Molto stanchi.
Sarà che ieri sera abbiamo fatto fuori una boccia di vino rosso in due (non molto, ma visti i nostri attuali ritmi di vita ha pesato), e che abbiamo dormito male causa schiena bruciata dal sole.
Insomma, stamattina si era stanchi; smontare il campo, caricare la moto, farsi 270 Km e arrivare in una città dal clima desertico non ha migliorato la situazione.
Siamo giunti ad Almerìa, abbiamo cercato un centro informazioni per turisti e preso una mappa della città e una lista dei camping. Io grondavo di sudore, rischiando il collasso sotto l'imbardatura da moto. Abbiamo deciso di andare prima al campeggio e poi visitare la città liberi dagli zaini (idea folgorante, quasi come le nostre spalle abbrustolite).
Quando abbiamo rimontato il campo alle due del pomeriggio, dopo che lo avevamo smontato ad Alicante alle 9 di quella mattina, volevo uccidermi. Fortuna che una giornata dai ritmi blandi ha riportato la situazione alla normalità...
Il camping dove ci siamo sistemati ha un proprio accesso al mare, su una bella spiaggia di ciottoli. Un bagno dopo aver montato la tenda è servito. E' servito molto. Poi doccia, e verso sera ci siamo diretti al centro città.


Un giro nel centro storico. la visita alla rocca araba, una cena frugale ma saziante (ancora panini!!!), e passeggiata sul lungomare e nella parte nuova di Almerìa.


Ora sono le undici di sera, e il Cunctator già dorme perchè domani si va a Granada a cercare di visitare la Alhambra. Dico cercare perchè i biglietti esauriscono presto, quindi bisognerà essere lì il prima possibile. La sveglia è fissata alle 6:30, speriamo di farcela... E speriamo di non morire di caldo, se qui sul mare alle sette di sera c'erano 38 gradi non oso immaginare lì che clima ci sarà...
Quindi ora vado a letto, anche perchè sono proprio stanco. Domani sarà l'ottavo giorno, il giro di boa... E siamo in tabella di marcia!
Olè!

08/08/2009
GIORNO OTTO

ALMERIA - LA ALHAMBRA - GRANADA


Oggi mandato un sms a Joaquìn, l'amico di mia sorella che dovrebbe ospitarci qualche giorno a Malaga. Non mi ha ancora risposto, speriamo bene...
La prima tappa odierna è stata la Alhambra, secondo il ritmo forsennato che ormai contraddistingue questo viaggio. Sveglia alle 6:30, per essere lì il prima possibile. Una volta aperti gli occhi, ci rendiamo però conto che il sole non è ancora sorto. Alle sei e mezza del mattino! 
Smontare il campo al buio era impossibile, così ci siamo rimessi a dormire; circa un'ora dopo (cominciava ad albeggiare, per gli strani effetti della latitudine... - o longitudine? -) in piedi e via di fretta. Un saluto ad Almerìa e al mare che per tre giorni non ci accompagnerà più alla nostra sinistra, per poi esploderci di fronte diventando oceano. Poi, via verso l'entroterra andaluso.
Paesaggio lunare, desertico stile Grand Canyon; così americaneggiante che Sergio Leone ci ha girato molti dei suoi western. Uno dei set dei suoi film è stato trasformato in un parco a tema, e oggi ci siamo passati di fianco percorrendo l'Autovìa. Vedersi comparire all'improvviso un saloon e tende indiane è stato molto surreale...
Arrivati a la Alhambra, che rossa e imponente domina Granada dall'alto di un promontorio, abbiamo subito iniziato a fare la fila per i biglietti: 13 euro a cranio ben spesi.



E' impossibile non innamorarsi di quel posto: gigante, maestoso e fastoso. Chiostri e fontane in ogni dove, palazzi con interni decorati interamente con fregi in rilievo, giardini a terrazza curatissimi.


 Carlo V (quello che aveva un regno su cui il sole non tramontava mai) lo adorava così tanto che all'interno delle mura vi ha fatto costruire due palazzi.


E' stato così strano vedere l'architettura araba fianco a fianco con quella europea cinquecentesca! Commistione pura, che io adoro (e inseguo nel mio piccolo, fumando il narghilè dopo aver mangiato un'amatriciana).
Per visitare tutto il monumento abbiamo impiegato circa quattro ore, poi ci siamo rimessi in moto verso il centro di Granada. Altre tre ore di giro a piedi, in una città che è tutta salite e discese. Il quartiere arabo è bellissimo, mi ha ricordato Tunisi...


Poi, ancora moto fino al camping, in cui ci siamo imbattuti per caso. Panini per cena, e subito a montare il campo. Domani Cordoba, sperando che continui questo clima ventoso e nuvoloso (oggi c'erano "appena" 36 gradi..)
Un altro po' di Robert Plant & Allison Krauss, e poi a letto...YAP!

17 mag 2011

Una repubblica fondata sulla Contingenza

Sarà stata la voglia di cambiamento che il ballottaggio di Milano oggi ha ottimisticamente portato alla ribalta, fatto sta che quello che voglio fare stasera è giocare a costruire uno Stato in cui finalmente io mi riconosca.

Il presupposto fondamentale, che rende ciò che ho in mente totalmente utopico, è immaginare che gli uomini cui saranno destinati incarichi di responsabilità non usino mai il loro potere a fini personali. Questa condizione che pongo, troppo irreale per essere vera, rende ciò che leggerete un mero esercizio di fanta-politica. Dunque, non prendetemi troppo sul serio.

Immaginiamo di dover completamente ridisegnare lo Stato Italiano, in un'atmosfera positivista e costruttiva come fu quella della Costituente del secondo dopoguerra. L'unica differenza è che al posto che essere un'assemblea plenaria di coloro che passarono alla storia come padri della patria, questa nuova costituente è circoscritta nel mio studio. Gli unici presenti all'assemblea siamo io e il mio cane, quest'ultimo di poche parole ma con diritto di veto. All'ordine del giorno, la razionalizzazione dello Stato Italiano. Dunque, procediamo:

Il primo punto è la conferma del sistema democratico bicamerale, ma con i seguenti correttivi:
  • - riduzione del numero di parlamentari a 100 deputati e 75 senatori;
  • - introduzione di nuovi criteri per accedere in parlamento:
    • * abolizione dei limiti d'età;
    • * superamento di un test attitudinale, i cui risultati saranno resi pubblici;
    • * esame del sangue obbligatorio, da ripetere ogni mese per escludere eventuali abusi di alcol e/o stupefacenti.
  • - eliminazione delle cariche a vita;
  • - limite per ogni parlamentare a ricoprire tre soli mandati, a prescindere dalla durata delle singole legislature;
  • - divieto per i parlamentari di ricoprire altre professioni durante il proprio mandato;
  • - retribuzione per ogni parlamentare di 150 mila euro annui (250 per i ministri e 350 per il premier), indicizzata al tasso d'inflazione corrente, modificabile solo tramite referendum;
  • - abolizione per i parlamentari della diaria e delle indennità;
  • - abolizione della pensione da parlamentare, sostituita da un'indennità una tantum da corrispondere unicamente nel caso in cui la retribuzione da singolo parlamentare sia inferiore alla media delle ultime 3 dichiarazioni dei redditi del politico in oggetto prima dell'entrata in parlamento (esempio: se un avvocato aveva un reddito di 200 mila euro annui e viene eletto in Parlamento ottenendo una retribuzione da parlamentare di 150 mila euro annui, dopo una legislatura di 5 anni esso otterrà un'indennità di 200 mila - 150 mila x 5 = 250 mila euro);
  • - istituzione dei seguenti ministeri, a numero fisso per ogni legislatura a meno di esplicita riforma costituzionale:
    • * Tesoro;
    • * Istruzione e Ricerca;
    • * Sanità;
    • * Infrastrutture;
    • * Beni Culturali;
    • * Lavoro;
    • * Trasporti;
    • * Ambiente;
    • * Pubblica Amministrazione;
    • * Giustizia.
  • - istituzione di strettissimi criteri di selezione per gli aspiranti ministri basati su curriculum accademico e lavorativo, che deve obbligatoriamente essere pertinente con il ministero cui saranno destinati (mai più laureati in lettere che diventano ministri della Giustizia);
  • - ciascun ministro è direttamente responsabile del proprio operato, dunque sono aboliti i ministeri senza portafoglio;
  • - abolizione della carica di vice-ministro;
  • - limite di 2 sottosegretari per ogni ministero. Ogni sottosegretario aggiuntivo (facoltativo) sarà retribuito direttamente dal suo ministro di riferimento.

In questo modo, ogni governo sarà sempre costituito da 11 membri (10 ministri più il premier), che opereranno sotto la stretta supervisione del Presidente della Repubblica (le cui modalità di elezione e ruolo restano invariati).

Il secondo punto è la riforma del sistema elettorale, che continua ad essere maggioritario con sbarramento al 3% ma con i seguenti correttivi:
  • - ogni candidato premier è tenuto a presentare, contestualmente alla sua candidatura e dunque prima del voto, la propria rosa di ministri che rispettino i criteri di cui sopra;
  • - abolizione dei collegi di elezione, il candidato viene votato dalla totalità degli aventi diritto;
  • - ripristino della possibilità per l'elettore di esprimere la propria preferenza per specifici candidati;
  • - modifica delle modalità di accesso al voto, secondo le seguenti direttive: ogni cittadino, contestualmente all'esame di maturità (nuovo limite per la scuola dell'obbligo), compila un test a risposta multipla composto da 10 semplici domande di educazione civica (esempio: chi è l'attuale Presidente della Repubblica? Qual è la differenza tra potere esecutivo e potere legislativo?). Chi risponde esattamente ad almeno 8 domande su 10, ottiene la tessera elettorale. Chi rimane escluso e quindi non ha diritto di voto, può risostenere in ogni momento il test nel proprio ufficio comunale di competenza e dunque rientrare (previo superamento della prova) tra gli aventi diritto.
Lo so che abbandonare di fatto il suffragio universale è un'idea forte e magari poco popolare, ma d'altro canto è giusto che coloro chiamati a esprimere un giudizio siano informati su ciò che stanno giudicando. Il test non avrà un alto grado di difficoltà: stiamo parlando dell'ABC, del bagaglio di conoscenze che ogni cittadino che si rispetti dovrebbe dare a priori come acquisite. 
In questo modo si otterrà un'apprezzabile diminuzione delle spese elettorali, dato che meno elettori vuol dire meno seggi. E poi, tutto questo potrebbe significare un significativo cambiamento del concetto di "fare politica": infatti, tolti di mezzo gli ignoranti, sono proprio curioso di scoprire dove andrà a prendere i voti la Destra. 
Certo, rimarranno coloro cui conviene materialmente votarli e naturalmente i soliti esaltati, ma quelli sono sempre stati pochini in confronto alla massa informe su cui attecchisce il populismo...

Comunque, questo riassume ciò che riguarda il mero aspetto organizzativo. A breve leggerete i miei progetti di riforma per quanto riguarda i singoli ministeri. Sempre se avrete la pazienza di seguirmi....



02 mag 2011

Lying in the sunshine

Capisci che qualcosa sta invecchiando quando cominci a commemorarlo.
Stasera sono qui per questo, e l'oggetto della commemorazione è il contenitore di ciò che state leggendo: "La circostanza della contingenza" ha infatti superato i due anni di vita. Me ne sono accorto ieri, quando lo sguardo mi è caduto sull'archivio dei post e ho realizzato che i primi sono datati 2009.
Due anni non sono niente, direte voi "sparuti lettori"; in realtà considerando la vita media di un blog, paragonabile nella stragrande maggioranza a quella di una farfalla, sono un'enormità.
Altro evento speciale accaduto da poco è stato lo sfondamento del muro delle 19.000 visualizzazioni: una goccia nel mare della rete globale, ma un Mare Nostrum dove naufragar m'è dolce.
Ciò che più mi piace di questo spazio è che il suo tema ricorrente sia il cambiamento: sono cambiato io ed è cambiato lui, nei contenuti e nel layout. Chi di voi ha più esperienza di Contingenza si ricorderà com'era il blog appena nato, con quel blu e quel bordeaux così tristi e smunti che ben riflettevano il mio stato d'animo di allora. Man mano che questo spazio diventava per me sempre più un complemento piuttosto che una valvola di sfogo, ne è cambiata l'immagine e soprattutto i contenuti, che sono diventati più leggeri e sporadici.
Allo stato attuale "La circostanza della contingenza" non è catalogabile, e ciò mi piace molto. Pur essendo un blog personale, non è un diario online. Non è focalizzato su nessun argomento in particolare. In sostanza è un un grosso contenitore che vive di mie manie del momento, che siano un nuovo ciclo di racconti, la formazione di una rock band senza saper suonare nè cantare o chissà che altro. E' come se fosse un mio cassetto dell'armadio: pieno di roba che una persona razionale non metterebbe mai insieme, ma che comunque trovano equilibro tra loro.
Il fatto che il blog non rientri in nessuna categoria lo si intuisce anche dal grande afflusso di visitatori random, che facendo ricerche su Google approdano casualmente su qualche pagina contingente. La maggioranza di loro vi rimangono pochi secondi, magari per il tempo necessario a rubare qualche immagine. Alcuni però danno un'occhiata prima di lasciare il sito, sfogliando parecchie pagine. Di questo sono molto contento perchè vuol dire che i contenuti che pubblico, pur essendo personali, sono fruibili anche da chi non mi frequenta o conosce.
Sempre a proposito di ricerche su Google che portano qui ignari visitatori, ho fatto una selezione delle query più strane di questi due anni contingenti. La trovate qui sotto:

essere un santo

astronavi aliene

cosa vuol dire contingenza

la contingenza de maroòn five

pubblico uomini e donne

scarpe a buon mercato

cerchio alla testa

filosofia della puntualità

joseph uomini e donne

mamma contingenza

non mi sta bene nessun vestito

quello che sembra

"camminare senza pensieri".

"Mandata al rogo"

(x+y) (x-y)

"prendere in culo" rassegnarsi

andatura caracollante

apri moka a ventosa

avete fatto sesso nella cappella sistina

borse magnetiche serbatoio velocità

CAZZO FARE AD ALICANTE IN DICEMBRE

cerco tavolinetti in marmo

CHI sono i duri e puri

ciao amica aurora d’agostino

cloroformio e donne

con il cartone fare cappello primaverile

contingenza la fine del mondo

costruire abiti di circostanza

costruirsi delle scarpe di circostanza

dove dormono giovani a valencia

esaltati di una setta inasprita dalla sventura

esibizione dei maroon five in amici

film di una donna che fa l'amore con cane

foto di donne senza mutande

foto retrobottega

furgone cloroformio

il cazzo di mike tyson

Il motivo polpacci smagliature

impiegato pedante


l'importanza del nome nella bibbia

l'importanza di farsi il bidet

le foto della mia ragazza

LE GIACCHE MILITARI PIù BELLE

mandare all'aria tutto youtube

maroon five ad amici

mi manca terribilmente l'eroina

overdose causata da peyote

paura degli scogli

piedi ciccioni

problema psico-pedagogico in rain man

rigonfiamento costume

santo della puntualità

secondo figlio inatteso

sole nudo

tagliare tubetto dentifricio

torturatrice in jeans

uomini ciccioni

uomini vecchi con cazzi duri e grossi

uomo ipodotato

video musicale con vecchi decrepiti con sedia a rotelle

wanted marito


Chiudo rendendomi conto che forse questo post è troppo auto-incensante, e quindi colgo l'occasione per spezzare un po' segnalando due siti che ho scoperto da poco ma che mi sono piaciuti molto (cliccate sulle preview delle pagine per andarci a curiosare):

FANTADALUSS
Come specificano gli stessi sviluppatori sulla home page, è il sito della lega Fantacalcio PROBABILMENTE migliore del mondo. E' bellissimo, graficamente accattivante e pieno di statistiche ed elementi di contorno (su tutti i trailer ufficiali delle singole stagioni sportive). A occhio e croce, la sua realizzazione avrà richiesto una mole di lavoro immane. Il tutto senza fini di lucro, dato che non c'è l'ombra di un banner.

PARERI LEGALI GRATUITI

Una bella iniziativa, per aiutare i profani a districarsi nel legalese. Certo per ora il sito non ha un grande appeal grafico, ma dategli tempo. E' appena nato, quindi se avete qualcosa da chiedere all'autore fatelo pure. Non vorrete mica farlo morire di solitudine, mentre da solo nella sua stanzetta continua a fare refresh sul suo blog in attesa che gli scriva qualcuno, no?

17 apr 2011

Non temo i greci, temo Demostene

C'è chi ha avuto sedici anni durante la Grande Guerra, chi durante la Seconda Guerra Mondiale. C'è chi li ha avuti durante la crisi dei missili del '62, durante il maggio '68 o l'inverno del '77. Altri invece a sedici anni hanno vissuto le ripercussioni del disastro di Chernobyl o della guerra dei Balcani.
A quell'età io ho vissuto l'11 settembre, e la guerra neo-coloniale che gli Stati Uniti hanno scatenato sull'onda emotiva derivante dal primo attacco militare sul proprio territorio (Pearl Harbour esclusa).
Tutto questo non importa.
Infatti, sono convinto che per tutti i sedicenni di ogni epoca iscritti al Liceo Classico esista una sola cosa che abbia turbato realmente i propri sonni: l'interrogazione di classico greco.
Il Greco antico è la materia ostica per antonomasia, un qualcosa per cui l'espressione leopardiana "studio matto e disperatissimo" sembra coniata su misura. Spesso viene equiparato al Latino, perchè alla fine si tratta di fare per ambedue le lingue morte le stesse cose: imparare declinazioni, paradigmi e modi verbali, tradurre in Italiano. In effetti è così, se non fosse che tra imparare il Greco o il Latino corra la stessa differenza che c'è tra l'apprendere l'Inglese o lo Spagnolo. Per quest'ultimo, anche se non si è ferratissimi, magari il senso ultimo di una frase si riesce a captare lo stesso. Per l'Inglese è più difficile.
Per il Greco, difficilissimo.
Chiunque di voi abbia fatto parte di una quarta ginnasiale ricorda cosa si provi a essere messo davanti a una favola di Esopo lunga quattordici righe da rendere dal Greco all'Italiano. Avrete tutti dimestichezza con la frustrazione derivante dall'aver capito che nella storia siano coinvolte una lepre e una tartaruga, ma senza la più pallida idea di come esse interagiscano per le restanti tredici righe. Ciascuno di voi ha visto ingenuamente nel proprio "Rocci", il dizionario Greco - Italiano per eccellenza, un valido alleato per poi realizzare con amarezza che in realtà si trattava di un ostico avversario. Ciascuno di voi ha alla fine fatto di necessità virtù, optando in extrema ratio per l'ultimo e disperato strumento a disposizione di un giovane classicista in erba: la traduzione a spallate. Questa pratica, incubo di ogni professore di Greco del pianeta, si divide fondamentalmente in due pratiche ciascuna volta al raggiungimento del medesimo obiettivo: tradurre integralmente il testo che si ha sottomano, qualunque cosa succeda.
La prima pratica è la più semplice e consiste nel tradurre utilizzando la prima parola che il dizionario riporta, senza riflettere. Di solito la si utilizza quando si è impiegata circa un'ora e mezza per tradurre la prima frase del testo, senza comunque riuscire a darle un senso logico compiuto. L'alunno allora si dà per vinto, e dunque traduce in 10 minuti la restante parte senza curarsi di ciò che scrive. I maldestri lirismi che scaturiscono in questi casi hanno di solito una spiccata componente comica:

L'albero era rifugio di struzzi e altri polli...

Gli alberi più grandi crescono in una giornata...

E gli uomini faranno il tenero amore con gli animali...

Sono sicuro che questi stralci provenienti dal mio archivio privato di castronerie liceali vi abbiano strappato un sorriso, eppure vi assicuro che essi trasudano tutta la sofferenza provata dal povero studente chiamato a una sfida impari.
La seconda pratica è ancor più terribile: in questo caso il liceale crede di aver intuito, da stralci di testo che secondo la sua opinione ha tradotto esattamente, il canovaccio del passo da tradurre. Dunque cerca strenuamente di indirizzare la traduzione su quel canovaccio, facendo uno sforzo filologico sovrumano che si ripete per ogni parola resa dal Greco all'Italiano. Inutile specificare che nel 90% dei casi il senso generale individuato dall'alunno è totalmente errato, e che quindi con la seconda pratica si ottenga il medesimo risultato che si ottiene utilizzando la prima: un 3 al compito in classe.

E quello, da tutte le opere e gli autori dello stesso, tolse il nome e aggiunse le tenebre, in un qualche fulgore della sua chiarezza.

L'unica differenza è che lo studente per il proprio sforzo ha visto inutilmente la propria fronte imperlarsi di sudore e accendersi in lui un bagliore di futile speranza, mentre il professore è inorridito ancor di più, come si evince dai punti di domanda che ha disegnato calcando con la matita blu fino a spezzarne la punta.
Se dunque per un liceale lo scritto di Greco rappresenta una spada di Damocle sulla sua testa, l'interrogazione di classico greco è una sicura ghigliottina.
Lo studente è infatti chiamato a leggere metricamente un testo complesso, fornirne la traduzione, essere in grado di individuarne le particolarità grammaticali e sintattiche, contestualizzarlo attingendo alle sue conoscenze di letteratura e storia greca.
Pura fantascienza.
Da un'interrogazione del genere non si ha scampo, non si può copiare nè dissimulare. Il classico greco rappresenta in qualche modo la sublimazione del pensiero socratico: prima di essere chiamato alla cattedra tu sai di non sapere, dopo l'interrogazione lo sa anche il tuo professore.
Va riconosciuto però che i docenti di Greco non sono (o almeno, non tutti) dei sadici che traggono piacere nel vedere adolescenti arrovellarsi su un testo per loro indecifrabile. Certo, dev'essere difficile mantenere la calma quando ti viene detto che le "Filippiche" furono scritte da Filippo il Macedone.
La realtà è che il Greco risulta così difficile perchè dominarlo è come imparare a suonare uno strumento: bisogna dedicare molto tempo a impararne le basi e bisogna farlo subito, altrimenti recuperare diventa difficilissimo. Così, come al mondo è pieno di gente che dice di suonare la chitarra da anni ma poi non sa cosa sia una scala pentatonica, allo stesso modo i Licei Classici pullulano di adolescenti che studiano il Greco da cinque anni ma che magari non sanno distinguere tra un sostantivo e un verbo.
Io personalmente non ho mai amato la materia; dopo l'esame di maturità ho giurato che non avrei tradotto mai più. Non che il mondo abbia perso in tal modo un gran classicista, anche se magari i miei fratelli minori avrebbero beneficiato delle mie seppur labili conoscenze.
E' raro che uno studente ami il Greco.
Farlo è pericoloso: si rischia di ritrovarsi iscritti a Lettere Classiche.
Io, avendo a che fare giornalmente con la materia per un lustro, ho però imparato tre cose: il fatto che per ogni cosa esista un legame indissolubile tra passato e presente, di come da un'unica radice comune si possano declinare infiniti concetti e di quanto sia labile il confine tra giusto e sbagliato, tra "traduzione personale" e "traduzione errata", tra errore rosso ed errore blu.
Il Greco mi ha dato la tangibile conferma di come non importino i modi per rendere un qualcosa, l'importante è che alla fine il fiume giunga sempre al mare.




12 apr 2011

Il generatore di aneddoti su Carlo

Per usare un sillogismo tanto caro al nostro Premier, essendo io un militante comunista la mistificazione della realtà è il mio pane quotidiano.
In effetti, spesso mi capita di "romanzare" aneddoti realmente accaduti aggiungendo particolari che li rendano più interessanti e/o divertenti.
Niente di strano s'intende, non violento i miei ricordi come Isabel Allende ha fatto per scrivere "La casa degli spiriti" (anche se lei in quel modo ha fatto un sacco di soldi mentre io mi ritrovo alle 4 del mattino a scrivere su un blog che non legge quasi nessuno).
Comunque, negli anni la mia stessa attitudine a "romanzare" è diventata oggetto di mistificazione, tant'è che ogni cosa che racconto viene a priori tacciata d'inattendibilità.
Il più intransigente in questo senso è il mio amico Carlo (il Cunctator mio "duro e puro" compagno di viaggio), che è sempre pronto a considerare un mio aneddoto totalmente inattendibile anche se differisce dalla realtà solo per un piccolo particolare. Potrei raccontare qualcosa che lo riguarda con lo stesso rigore con cui si redige un verbale di polizia, ma se ad esempio sbagliassi il colore della maglietta che indossava in quella specifica occasione allora per lui tutto sarebbe falso e io il solito millantatore.
Dato che sono un accanito fan della vendetta, ho deciso quindi di pormi in opposizione frontale a questa sua fiscalità inventandomi arbitrariamente e di sana pianta aneddoti che lo riguardano. Ormai sono anni che porto avanti questa mia personale battaglia, e i falsi aneddoti su Carlo si diffondono sempre più anche grazie al proattivo apporto di comuni amici compiacenti.
Stavolta però ho superato me stesso: sono riuscito a creare, smadonnando un po' con HTML e Javascript, un generatore automatico di falsi aneddoti su Carlo. Basta un click e una nuova appassionante storia che lo riguarda comparirà qui sotto, pronta per essere spiattellata ai quattro venti e indebitamente considerata vera.
Divertitevi quindi, e postate l'aneddoto che più vi ha colpito tra i commenti. In questo modo creeremo un archivio di false storie su Carlo, che potremo rileggere ogni volta che vorremo fino a farle divenire col tempo memoria collettiva...

IL GENERATORE DI ANEDDOTI SU CARLO

07 apr 2011

Aggira la moda

Da qualche giorno la primavera ha sfondato la porta, innalzando le temperature in modo imbarazzante. Dopo un inverno rigido combattuto con indosso un giubbottino da mezza stagione, ecco che si ripresentano tutti i limiti del mio esiguo guardaroba.
Ad aggravare ulteriormente la situazione è dunque arrivato il caldo, che io personalmente sopporto molto meno del freddo. Dunque, dato che alcune t-shirt che indosso regolarmente sono ormai nel mio armadio da oltre un lustro, credo sia improrogabilmente arrivato il momento di includere delle new entries nel mio parco magliette.
I miei ultimi acquisti risalgono al settembre 2009, quando alla festa dell'Unità (che qualche sfigato teocon si ostina a chiamare "festa democratica") ho preso 2 magliette rosse con impresse stampe nostalgico-comunista (un mio grande classico).
Come avrete intuito, non sono un consumatore facile. Anzi, sono l'incubo dei markettari dell'abbigliamento. Non sono sensibile alle mode, non faccio mai acquisti d'impulso, vesto sempre alla stessa maniera seguendo canoni molto rigidi. Quando ho bisogno di vestiti, vado dove so che posso trovare ciò che voglio rapidamente e non mi faccio distrarre da niente e nessuno.
Questo mio atteggiamento (ho bisogno del capo d'abbigliamento X, mi reco in un punto vendita dove posso trovarlo, lo compro ed esco) mette a disagio i commessi.
Non sto scherzando.
Ricordo che l'ultima volta che ho fatto scorta di Levi's 501 ho dovuto spendere 10 minuti per spiegare alla commessa che della vestibilità 2010 dei nuovi jeans, a quanto pare più stretta alle caviglie, a me non fregava un cazzo. Lei non ci credeva, continuava a chiedermi di provare i nuovi modelli. La cosa che più mi ha stupito è che non cercava di convincermi per seguire direttive aziendali (alla fine la differenza di prezzo tra i 501 e i nuovi modelli era minima), solo non si capacitava che fossi così determinato a comprare un pantalone non molto in voga tra i giovani. Beh, a me i 501 stanno comodi. Sono dritti e semplici, non hanno tasche e cerniere inutili, nè lavaggi troppo appariscenti. Inoltre, durano anni.
Alla fine comunque l'ho convinta ad accogliere la mia lapidaria richiesta iniziale: "Salve, ho bisogno di due Levi's 501 taglia 39, uno nero e uno blu. No, non li provo perchè sono uguali a quelli che indosso ora" e l'ho anche ringraziata perchè è stata disponibile e gentile.
Una cosa simile mi è successa per gli occhiali da sole: volevo un paio di Ray Ban Aviator con montatura dorata e lente scura. Non c'era verso, il commesso ha anche cercato di farmi provare un modello con le stanghette rosa sperando di convincermi con la frase: "Questo sarà il modello dell'estate..."
Alla fine anche lui si è dato per vinto, anche se il modello che volevo ha dovuto ordinarlo perchè (testuali parole): "Non lo abbiamo in negozio perchè fuori moda".
Tutto questo per far capire quanto io sia un cliente difficile, con un gusto personale così strutturato che raramente si lascia impressionare da un capo che nota in giro.
Anche per le magliette ho dei canoni precisi: devono essere aderenti (la prova che faccio è: se alzo le braccia e mi si vede l'ombelico allora la taglia è giusta), in un cotone di qualità perlomeno soddisfacente, tendenzialmente monocolore (privilegiando il rosso), devono avere una stampa che comunichi qualcosa e devono costare al massimo 20 Euro.
Ultimamente trovare magliette che rispettino questi requisiti è diventato quasi impossibile, anche perchè ormai la maggior parte le ho già comprate... Ecco il motivo per cui quest'anno ho deciso di autoprodurmi un corredo di nuove t-shirt, tutte ideate da me tranne la numero 2, una vecchia idea del Corvo (che infatti per fargli un tributo sarà nera).
Una volta qualcuno ha detto che in un libero mercato non possiamo aspettarci di avere il monopolio delle buone idee, e infatti so di non essere nè il primo nè l'ultimo a farsi le magliette da solo. Alla fine serve solo un'idea simpatica, una maglietta di Decathlon (le consiglio, sono di buona qualità) e un plotter, e non è un segreto che  magliette del genere costino il 70% in meno di quelle che si trovano in negozio (pur essendo entrambi capi prodotti a Taiwan con sopra una stampa a caldo).
Per ora ne ho preparate sette, che ho raggruppato in una sorta di campionario virtuale. Lo condivido con voi qui sotto, magari sarà d'ispirazione per qualcuno...
Piccola comunicazione di servizio: per vedere i modelli in dettaglio, basta cliccarci sopra.
Naturalmente nuove idee e suggerimenti sono ben accetti, quindi non fate complimenti. Nel frattempo, date un'occhiata:

AGGIRALAMODA - COLLEZIONE PRIMAVERA / ESTATE 2011 

# 1
 CIA
Organizing golpes since 1950

# 2
 Ghostbusters
They are ready to believe You

# 3
This man still loves Macarena 

# 4
Sim' turaist' inglais' 

# 5
 Padre Clio
Once he was protecting you during driving.
Now he drives.

# 6
Show me your genitals 

# 7
Mr Wolf solves problems.
Jesus dies for you.
Who ya gonna call?