Un viaggio da duri e puri

Da Milano a Tarifa e ritorno in sella a una Suzuki GSXF-750.

Maroòn Five

La pagina ufficiale dei Maroòn Five, la band rock meno talentuosa di tutti i tempi.

Club Atlètico Boca Jouer

La squadra di calcio a 7 inconsciamente patrocinata da Claudio Cecchetto.

Movie Mash Up

Cosa scaturirebbe dalla fusione delle sceneggiature di alcuni tra i film più famosi di tutti i tempi? Probabilmente qualcuna di queste stronzate!

I racconti dell'appartamento

Non i soliti aneddoti di studentelli fuorisede.

30 mar 2009

Non buttiamoci giù

Sono tornato.
Mi ero ripromesso di andare in un posto a fare un salto, ma all'ultimo ho cambiato idea. Come spesso mi accade.
Sono stato da tutt'altra parte, e sono stato bene. Bene a prescidere da tutto. Perchè ora lo riesco a fare, riesco a prescindere.

Niente mi ammazza, niente mi butta giù. Neanch'io.
Non importa di impegnarmi per non far crollare un mondo che non esiste. Che non è mai esistito. Forse sono stato un precursore, un trendsetter. Avendo lanciato io questa nuova moda, ora è ovvio che tutti i tentativi di emulazione mi risultino noiosi. Che io li accolga senza alcun interesse. Una nuvola di vapore, che sale in un'atmosfera di già visto, per poi dissolversi in un "Lo sapevo" abbastanza deprimente.
Niente lotta. Niente rivendicazioni. Niente arringhe contro gli ottusi benpensanti. Niente rabbia, nè tristezza. Niente squadre, o squadracce, in cui spesso le natiche sostituiscono le facce. Niente di niente. Finisce così, in sordina, com'è iniziata. Senza neanche riferimenti diretti, ma solo con allusioni.

"Te la devi prendere in culo".

Un consiglio prezioso, da qualcuno che forse lo sta facendo molto più di me. Perchè io, forte della mia condizione privilegiata, ho avuto il tempo e la possibilità di mollare. Io non ho vincoli nè grosse responsabilità, quindi posso permettermi di ritirarmi e gestire esclusivamente la mia ordinaria amministrazione. Di andare alla deriva. E l'ho fatto, dio sa quanto.
C'è però chi questo lusso non se lo può permettere. C'è chi si ritrova, nonostante la propria condizione, a dover stare saldo perchè ha la responsabilità di reggere tutto un mondo. "The mighty arms of Atlas hold the heaven from the earth" cantava il Martello degli Dei. Prendendo esempio da queste persone, mi sono quasi vergognato di essere stato a piangermi addosso così a lungo. E ho capito le ragioni di uno schiaffo che di primo acchitto mi era sembrato gratuito.

Ora ho ripreso il timone e le cime. E' tempo di dare una bella cazzata (tra dare e fare c'è di mezzo sempre una cazzata), per risalire il vento in una velocissima bolina. Andar via lontano, con la solita compagnia e qualche gradito ritorno.
Guardare indietro non serve, anche perchè non vedrei niente. Mare aperto. Chi mi accompagnava nel mio viaggio sta già approdando ad altri lidi. Ha già affrancato le proprie labbra per spedirle a un indirizzo nuovo. A me è rimasta in mano la matita del rimmel. Per mettermela in culo.
Lo dico senza rancore: va bene così. Me la devo prendere nel didietro, l'ho già detto. Il "Come farò?" ha lasciato però spazio al "Perchè?". Rispondere a questa domanda lucidamente non potrà che fornire altro vento alle mie vele.

28 mar 2009

Sembra strano, ma ho la valigetta ancora in mano

Sono qui.
Sarò lì? E se sì, perchè?
Affari miei.

Ma cambiamo discorso.

Vorrei intanto precisare che il trafiletto nel post precedente riferito al paradigma del tradimento, pur non essendo virgolettato, non è farina del mio sacco. E' una citazione. Una citazione da un insospettabile, da un personaggio che di certo non posso dire di stimare. Onestamente sento di avere alcuni punti in comune con l'autore: entrambi abbiamo un debole per le scarpe rosse, siamo caratterizzati da un determinato tipo di cappello, abbiamo qualche amico a Monaco di Baviera e nutriamo una certa antipatia verso il profilattico (ma per cause drasticamente opposte: le mie motivazioni sensoriali sono infatti ben diverse dal desiderio di punizione e annientamento di una civiltà "lussuriosa" attraverso il contagio di malattie degenerative). Nonostante queste somiglianze, mi sento quindi abbastanza distante dal personaggio in oggetto. Comunque, sono in totale sintonia con quanto ho precedentemente riportato delle sue parole.
Spero che abbiate capito a chi mi stia riferendo.

Per il resto, tuttapposto. Mi sento ovviamente sempre dalla parte del torto, ma questo non m'impedisce di essere incazzato per altre cose orrende che accadono. Senza accanimento, tranne magari in un momento di grande rabbia iniziale. Non voglio premi (il confronto tanto atteso si è rivelato in realtà abbastanza deludente). Io sono il mio premio. Per il resto, ho lasciato che per me parlasse De Andrè (e scusate se è poco).

Vedremo. Ciò che mi piacerebbe, sarebbe il sentirmi un giorno come si è sentito Jules Winnfield poco dopo aver assaggiato un Big Kahuna Burger. In ogni caso, comunque vada sarà un successo.


26 mar 2009

X + Y = XY (Far mente locale, per scoprire se fa male)


IN MORTE DI L.T.

Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo, in mezzo ai Santi,
Dio, fra le sue braccia,
soffocherà il singhiozzo
di quelle labbra smorte,
che all'odio e all'ignoranza
preferirono la morte.
F. D. A.


IL PARADIGMA DEL TRADIMENTO

Il senso di colpa può indurre a due atteggiamenti opposti. La differenza tra i due è carica di tensione. L’uno trova la strada del pentimento e viene riaccolto. E’ pronto ad
accettare il perdono. Non dispera. Soffre (...). L’altro è tanto inorridito dal proprio stesso
tradimento da non credere più nel perdono. Questa è la vera differenza. Due diversi tipi di
rimorso, di autoaccusa. Uno che non degenera mai nel nichilismo e che non è refrattario a un
processo di ricomposizione delle ferite aperte dal male. E uno in cui invece si è spenta la fede nel
perdono, che si abbandona all’autoannientamento e annichilisce le possibilità di rinnovamento
ancora aperte. Credo che questa sia una lezione importante per tutti coloro che, in modi diversi,
hanno consapevolezza della colpa e tentano di elaborarla. 

Un’autocondanna falsamente dilatata,
che degenera nella negazione totale di sé, non è un modo appropriato per rapportarsi alla colpa.

Salto di palo in frasca, accorgendomi che la soluzione l'ho sempre avuta in tasca.

25 mar 2009

Il vecchio e il bambino

C'è chi le cose le sa dire, prendendole per quelle che sono ed esprimendo con poche parole ciò che altri cercano di capire nell'arco di molto tempo. Queste persone hanno un dono.

E se tali persone, oltre al dono che già possiedono, hanno l'accortezza di lasciare segni tangibili dei loro pensieri, allora riescono a condividere la loro ricchezza con il prossimo. E in questo modo raggiungere quella che è la mia idea di immortalità.

Io non ho questo dono, e lo riconosco. Ho avuto però la fortuna di vivere intensamente qualcuno che l'aveva. E stasera ho voglia di rivolgermi a questa persona, dedicandogli una canzone che da un giorno di fine Giugno mi sento cucita addosso. Che mi parla di lui ogni volta che l'ascolto. Che a volte mi fa piangere, e che mi fa sempre desiderare di averlo accanto. Perchè questa canzone mi ricorda una cosa bellissima che lui ha scritto per me, e che io mi porterò sempre dentro (oltre che dietro).

Lo faccio perchè stasera ho ricevuto una cosa, una cosa importante. Da lui. La troverete in coda al post. Mi ha fatto bene, in questo brutto periodo. Tanto bene. Ed anche se ogni giorno cerco di fare come mi ha insegnato, di essere cioè aquila e non pollo, a volte certe cose bisogna sentirsele ripetere. E lui, come sempre attraverso il tramite più dolce che la vita gli ha donato per oltrepassare la sua superficiale durezza, ha scelto ancora il momento giusto per dirmi in faccia ciò che avevo bisogno di ascoltare.

Ma adesso basta, lascio spazio alla canzoncina che spero chi ho in mente riesca ad ascoltare. Se volete, potete farlo anche voi. La trovate qui.


Un vecchio e un bambino
si preser per mano
e andarono insieme
incontro alla sera;
la polvere rossa
si alzava lontano
e il sole brillava
di luce non vera;
l'immensa pianura sembrava arrivare
fin dove l'occhio di un uomo
poteva guardare
e tutto d'intorno non c'era nessuno
solo il tetro contorno di torri di fumo
i due camminavano,
il giorno cadeva,
il vecchio parlava
e piano piangeva
con l'anima assente,
con gli occhi bagnati,
seguiva il ricordo
di miti passati.
I vecchi subiscon
l'ingiuria degli anni
non sanno distinguere
il vero dai sogni
i vecchi non sanno
nel loro pensiero
distinguer nei sogni
il falso dal vero.
E il vecchio diceva
guardando lontano
immagina questo
coperto di grano
immagina i frutti
e immagina i fiori
e pensa alle voci
e pensa ai colori.
E in questa pianura
fin dove si perde
crescevano gli alberi
e tutto era verde;
cadeva la pioggia
segnavano i soli
il ritmo dell'uomo e delle stagioni.
Il bimbo ristette
lo sguardo era triste
e gli occhi guardavano
cose mai viste;
e poi disse al vecchio,
con voce sognante:
"Mi piaccion le fiabe,
raccontane altre"

Ed ora il regalo che ho ricevuto:

Un posto in prima fila

Quando hai un solo vestito
anche se lacero e sporco
per chi possiede solo quello
rappresenta la cosa più cara.
Così la vita.
Abbiamo solo questa vita
così com'è: cattiva o dura
buona o generosa è la tua
e la difendi.
Alla fine comunque
se accogli la vita come un dono
è un biglietto che vale
un posto in prima fila
nell'eternità, fidati.

Mythos


Diffidate dalle imitazioni

La contingenza mi ha portato qui, al momento in cui la fortuna ha cominciato a girare.

Finalmente posso giocare una buona mano, ho il punto più alto del tavolo ed un pollo che è venuto a vedermi. E' sicuro di vincere; asseconderò i suoi rilanci, per poi lasciarlo in mutande.

La vita ha smesso di scorrere, sono tornato a metterci le mani. A sporcarmele. Proverò con tutte le mie forze a prendere l'elefante, a riprenderlo anzi. Perchè ha il mio stemma marchiato a fuoco addosso. Odora di me. Poi sarà quel che sarà.

Diffidate dalle imitazioni: esigete sempre e solo il LilloArzillo© originale.

Lo so, non si capisce niente... Mi capisco io, e questo è l'importante. Stasera un post egoista, solo per me.

Dal nichilismo all'egoismo, quel che conta è il parossismo..