Un viaggio da duri e puri

Da Milano a Tarifa e ritorno in sella a una Suzuki GSXF-750.

Maroòn Five

La pagina ufficiale dei Maroòn Five, la band rock meno talentuosa di tutti i tempi.

Club Atlètico Boca Jouer

La squadra di calcio a 7 inconsciamente patrocinata da Claudio Cecchetto.

Movie Mash Up

Cosa scaturirebbe dalla fusione delle sceneggiature di alcuni tra i film più famosi di tutti i tempi? Probabilmente qualcuna di queste stronzate!

I racconti dell'appartamento

Non i soliti aneddoti di studentelli fuorisede.

24 nov 2012

Il giorno dopo è sempre la malinconia

E' un sacco di tempo che non scrivo. Perlomeno, che non scrivo qui. Sono arrivato a un passo da cedere questo spazio ad altri che lo cominciassero a curare al posto mio, salvo poi avere un moto d'affetto e perdere una nottata intera per riorganizzarne i contenuti e il layout. Comunque, la situazione di disagio di fronte alla pagina bianca è rimasta. Durante il mio lungo periodo di silenzio, sono cambiate diverse cose: le cazzate che scrivevo regolarmente sono state sostituite da mail di lavoro, il Moleskine su cui annotavo il marciume proveniente dalla mia mente ora contiene memo di riunioni e appunti. Ma non penso sia quello il problema. Non so, ho attraversato un lungo periodo di crisi creativa che non credo sia ancora finito. Non che questo abbia rappresentato una grossa perdita per l'umanità, ma forse per un paio di persone sì. Me compreso.
Dunque eccomi qui, a violentarmi per imbrattare qualche pagina virtuale sperando di riprendere il ritmo e riuscire a terminare quelle 6-7 cose che ho in cantiere ormai da millenni.
Probabilmente contribuisce il fatto che da un po' io sia solo, e quindi tenda a rifugiarmi nei miei spazi protetti. E quale migliore di questo, che fondamentalmente è nato proprio per questo scopo? 

La mia donna ideale sono io, ma ho mezz'ora d'amore per te.

Non è che io mi senta a pezzi, anche se ovviamente mi porto dietro tonnellate di malinconia ho mantenuto la schiena abbastanza dritta. Diciamo che in questo momento mi sento più che altro sollevato, perchè ero veramente stanco. Mentalmente. Sfibrato.
Non so se avete presente quei momenti in cui Joker fa un lungo monologo a Batman in cui gli spiega il perchè siano uguali, cercando di mettere in luce tutte le sue contraddizioni per dimostrare quanto sia ipocrita nel vedere qualcosa di buono in quello che fa. Poi, immancabilmente, Batman lo sfracagna di botte, lo fa rinchiudere tre mesi nel manicomio di Arkham e non ci pensa più. Immagino che il Cavaliere Oscuro poi provi sollievo, almeno per un po'. Ecco, ora è così che mi sento.
Hanno cercato di convincermi che discutere di temi come "Non riesco più a immaginare un futuro con te" avesse la stessa valenza di "Ti incazzi quando in macchina ti do indicazioni sbagliate e ti faccio sbagliare strada". I risultati ovviamente sono stati magri, ed è andata com'è andata. 
E' vero che io m'incazzo quando mi fanno sbagliare strada, soprattutto se lo fanno guardando un navigatore satellitare. M'incazzo per un sacco di cose, è inutile negarlo. E' una cosa che ho preso dal mio Vecchio, ed è un aspetto su cui sto ancora lavorando.
Mi ricordo che una volta mia madre mi ha fatto vedere una lettera che mio nonno aveva indirizzato a mio padre quando era all'università. Era impressionante, sembrava scritta dal mio Vecchio a me. Lo stesso tono, gli stessi temi su cui era stata fatta leva, la stessa velata impressione che il destinatario fosse la causa di tutti i peccati del mondo e dunque fosse suo preciso e scontato dovere rimuoverli. Quando l'ho letta, la prima cosa che ho pensato è stata: "Ecco, ovviamente si sta vendicando con me". Poi c'ho riflettuto meglio, e sono giunto alla conclusione che semplicemente stava replicando il modello che era stato applicato con lui. Forse lo farò anch'io, quando toccherà a me.
A volte penso che quando e se qualcuno della nostra stirpe riuscirà a sparigliare le carte apportando un po' di discontinuità nel modo di rapportarsi con la prole le cose miglioreranno per tutti, ma ora sto divagando.
Dunque sono solo, si diceva. Un epilogo scontato, considerando che è molto difficile instaurare un confronto costruttivo quando la controparte è tanto severa con te quanto indulgente con se stessa. Comunque io sono un'inguaribile ottimista, così ingenuo da considerare ancora l'incertezza possibilità. Quindi so che là fuori c'è sicuramente qualcuno che aspetta me, e che magari ora è in macchina a irritarsi perchè il suo passeggero abbassa il volume dello stereo ogni volta che parla oppure in qualche libreria a leggere un saggio sulla transizione politica delle ex-repubbliche filosovietiche (o altre stronzate simili, cui io sicuramente do troppa importanza).
Ho dato il meglio, e non è bastato. Senza rimpianti.



2 giu 2011

Movie mash up - Parte 3


IL DISCORSO DEL RE LEONE
Il nuovo re d'Inghilterra deve preparare un discorso alla nazione da trasmettere via radio, ma ha un problema: essendo un leone, non sa parlare. Il re decide quindi di rivolgersi a un famoso logopedista, che verrà da lui sbranato durante la prima seduta di terapia.

SE SCAPPI TI CANCELLO
Richard Gere e Julia Roberts alle prese con un allucinato viaggio nel proprio inconscio, per cercare di cancellare dalle loro menti il ricordo dell'ultimo orrendo film che hanno girato come coprotagonisti.

VI PRESENTO JACK BLACK
Anthony Hopkins è un uomo che ha tutto dalla vita: denaro, successo e una splendida famiglia. La sua idilliaca realtà verrà improvvisamente sconvolta dall'arrivo di Jack Black, che lo obbligherà forzatamente ad assistere a tutto il suo repertorio di gag.

IL MIO WILD WILD WEST
Leonardo Pieraccioni e Will Smith prendono un sacco di botte in testa da Massimo Ceccherini mentre cercano di spiare Alessia Marcuzzi che fa la doccia seminuda. 

TESORO MI SI SONO RISTRETTI QUEI BRAVI RAGAZZI
Una gang criminale al servizio della mafia, chiamata "La banda dei bravi ragazzi", usa un rivoluzionario raggio rimpicciolente per compiere furti e rapine.

ILARIA ALPI: IL PIU' CRUDELE DEI GIORNI DI TUONO
Una giornalista italiana indaga su un sospetto traffico d'armi internazionale. Dopo una serie di incredibili vicissitudini, verrà assassinata mentre al volante di una vettura Nascar tenta di vincere la 500 miglia di Indianapolis.

PIRATI DEI CARAIBI: LA MALEDIZIONE DI PIAZZA DELLE CINQUE LUNE
Film impegnato che si ispira al rapimento e all'uccisione di Aldo Moro, proponendone una nuova chiave di lettura: secondo il regista infatti non sarebbero state nè le Brigate Rosse nè i servizi segreti deviati a uccidere lo statista democristiano, bensì una raffazzonata banda di pirati antropomorfi. Secondo gli addetti ai lavori, questa nuova versione presentata nel film avrebbe ricevuto il plauso di Giulio Andreotti. 

SIAMO UOMINI CHE ODIANO LE DONNE O CAPORALI?
Totò Esposito è una comparsa teatrale che, stanco delle angherie che subisce quotidianamente dall'amministratore del teatro in cui lavora, decide di lenire la propria frustrazione uccidendo sadicamente una sua giovane parente.

IL CURIOSO CASO DI JENSON BUTTON
Lui è un mediocre pilota di Formula 1, che invecchia normalmente. Riuscirà comunque a vincere un campionato mondiale grazie a un colpo di culo.

NATALE A GOMORRA
Divertente commedia degli equivoci in cui Roberto Saviano, interpretato da Massimo Boldi, ritorna nel suo paese natale scortato da un'improbabile entourage di guardie del corpo composto da Christian De Sica, i Fichi d'India, Nino D'angelo ed Enzo Salvi. Memorabile la scena di Christian De Sica che, dopo essere stato rapinato in un vicolo di Scampia, urla "LI MORTACCI VOSTRA"  per 7 minuti filati.

23 mag 2011

Come l'acciaio resiste la città

Questo è uno stralcio delle dichiarazioni odierne del nostro Premier, che è ancora lì a mettere la faccia per evitare di perdere Milano:

"Una Milano che vuole andare avanti e crescere non vorrà consegnarsi all'estrema sinistra con i rischi di diventare disordinata, caotica e insicura. Non può diventare, alla vigilia dell'expo 2015, una città islamica, una zingaropoli di campi rom assediata dagli stranieri e che darebbe loro anche il diritto di voto nelle consultazioni municipali".

Un po' di xenofobia e psicosi non guasta mai, soprattutto per ingraziarsi cattolici reazionari, leghisti e neofascisti che rappresentano gli elettori "intellettuali" del PdL. 
Poi c'è la moltitudine che riesce a votare Polo delle Libertà solo grazie al fatto che l'attuale legge elettorale prevede come segno di preferenza una X sul simbolo del partito, perchè se invece ne bisognasse scrivere il nome in modo ortograficamente corretto, causerebbe una marea di schede nulle. Per loro questi messaggi sono superflui: un po' di populismo, qualche promessa irrealizzabile e una linea pseudo-politica basata sul trinomio "dio-patria-famiglia" è più che sufficiente.

Comunque, il Premier continua:

"Non si può far vincere Giuliano Pisapia, il cui programma è rischioso, rischioso e gode dell'appoggio dei centri sociali e delle frange estreme della sinistra. Non credo che vogliamo un sindaco che sembra vada a prendere il caffè tutti i giorni con i rappresentanti dei centri sociali e consegnare la città a chi promette programmi irrealizzabili e farebbe di Milano la Stalingrado d'Italia".

A parte la sparata sui centri sociali che non voglio neanche commentare (dato che a Milano il Leoncavallo ha sempre rappresentato un esempio virtuoso per gli spazi autonomi autogestiti), vorrei porre attenzione sull'ultima frase.

Milano la Stalingrado d'Italia.

Nell'ingenuità psicotica del nostro Premier, la sua avrebbe dovuto essere una minaccia. D'altra parte, cosa rende meglio l'idea di un regime totalitario e illiberale più di una città ribattezzata con il nome del despota ancora regnante?  E anche se il culto della personalità sembra essere un valore bipartisan (Berlusconi ha infatti recentemente proposto di ribattezzare a suo nome lo stadio "Giuseppe Meazza" di San Siro), rimane comunque suggestiva l'immagine della giunta comunale sostituita da un soviet che si riunisce negli uffici del Pirellone per varare il nuovo piano quinquennale.
Quello che però sfugge al nostro Premier, ma non a chiunque abbia completato con profitto almeno il primo ciclo di scuola primaria, è che la città di Stalingrado evoca in realtà ben altre immagini: per le sue strade si è infatti combattuta, dall'agosto del 1942 al febbraio del 1943, la più grande battaglia della storia. Una battaglia che ha cambiato le sorti del mondo, grazie alla quale è stata bloccata l'avanzata delle destre totalitarie ed è iniziata la controffensiva che poi ha portato russi e alleati ad arrivare congiuntamente a Berlino.

"Sulla sua strada gelata la croce uncinata lo sa, d'ora in poi troverà Stalingrado in ogni città".


Così recita una famosa canzone degli Stormy Six. Ben due anni prima dello sbarco americano a Omaha Beach, la battaglia di Stalingrado ha dimostrato che l'armata tedesca non era imbattibile, causando un effetto domino che ha incoraggiato lo spririto di rivolta e la voglia di cambiamento di tutta Europa.

"E corre qua e là un ragazzo a dar la voce,
si ferma un'altra fabbrica, altre braccia vanno in croce,

e squillano ostinati i telefoni in questura, 
un gerarca fa l'impavido ma comincia a aver paura". 

Ecco che dunque il nostro Primo Ministro ha involontariamente regalato a tutti gli elettori d'opposizione un'immagine poetica e suggestiva, per cui il ballottaggio di Milano risulta essere la prima grande dimostrazione di come il PdL possa essere fallace persino nella sua roccaforte. E non importa se l'Armata Rossa si sia strategicamente ritirata nell'entroterra russo aspettando che fosse il Generale Inverno a fiaccare le truppe tedesche, mentre noi invece abbiamo preferito risolvere la questione "all'italiana" (cioè non facendo assolutamente niente ma aspettando un colpo di culo). L'importante è che ora abbiamo la possibilità concreta di far implodere il berlusconismo, sotto l'onda dirompente dei risultati elettorali del capoluogo lombardo.
In questo senso, io spero che Milano diventi la Stalingrado d'Italia.
Spero che tutto l'elettorato d'opposizione, sotto l'egida della sinistra moderata e di quella socialdemocratica, possa marciare sulla nostra Berlino e che l'Italia possa finalmente voltare questa disastrosa pagina della sua storia. Per questo bisogna sostenere Pisapia, De Magistris e tutti i candidati del centrosinistra coinvolti nei ballottaggi. Per questo è importante andare a votare il 29 e 30 maggio. Perchè, come ha scritto una volta un cantante italiano con la puzza sotto al naso che ora vive a Parigi:

Non sarebbe bello riprendere Berlino?


Ed ora qualche informazione di servizio:
Quello che vedete qui sopra in foto è il manifesto con lo slogan che ho ideato per la campagna del candidato consigliere comunale Mangoni in supporto a Pisapia. Se avete un account Facebook, potete votarlo QUI cliccando sul tasto "Mi piace". 
Altra cosa che potreste fare grazie a Facebook (ma sareste troppo buoni) è diventare fan de "La circostanza della contingenza" cliccando sul tasto "Like" qui di fianco, nell'apposito box sulla sidebar di destra del blog. In questo modo, sarete sempre aggiornati riguardo gli ultimi sviluppi contingenti.

Così è deciso, l'udienza è tolta.

22 mag 2011

Un viaggio da Duri e Puri - Giorni Sette e Otto


07/08/2009
GIORNO SETTE

SANTA POLA - ALMERIA



Oggi crisi del settimo giorno. 
Io e il Cunctator stamattina eravamo stanchi. Molto stanchi.
Sarà che ieri sera abbiamo fatto fuori una boccia di vino rosso in due (non molto, ma visti i nostri attuali ritmi di vita ha pesato), e che abbiamo dormito male causa schiena bruciata dal sole.
Insomma, stamattina si era stanchi; smontare il campo, caricare la moto, farsi 270 Km e arrivare in una città dal clima desertico non ha migliorato la situazione.
Siamo giunti ad Almerìa, abbiamo cercato un centro informazioni per turisti e preso una mappa della città e una lista dei camping. Io grondavo di sudore, rischiando il collasso sotto l'imbardatura da moto. Abbiamo deciso di andare prima al campeggio e poi visitare la città liberi dagli zaini (idea folgorante, quasi come le nostre spalle abbrustolite).
Quando abbiamo rimontato il campo alle due del pomeriggio, dopo che lo avevamo smontato ad Alicante alle 9 di quella mattina, volevo uccidermi. Fortuna che una giornata dai ritmi blandi ha riportato la situazione alla normalità...
Il camping dove ci siamo sistemati ha un proprio accesso al mare, su una bella spiaggia di ciottoli. Un bagno dopo aver montato la tenda è servito. E' servito molto. Poi doccia, e verso sera ci siamo diretti al centro città.


Un giro nel centro storico. la visita alla rocca araba, una cena frugale ma saziante (ancora panini!!!), e passeggiata sul lungomare e nella parte nuova di Almerìa.


Ora sono le undici di sera, e il Cunctator già dorme perchè domani si va a Granada a cercare di visitare la Alhambra. Dico cercare perchè i biglietti esauriscono presto, quindi bisognerà essere lì il prima possibile. La sveglia è fissata alle 6:30, speriamo di farcela... E speriamo di non morire di caldo, se qui sul mare alle sette di sera c'erano 38 gradi non oso immaginare lì che clima ci sarà...
Quindi ora vado a letto, anche perchè sono proprio stanco. Domani sarà l'ottavo giorno, il giro di boa... E siamo in tabella di marcia!
Olè!

08/08/2009
GIORNO OTTO

ALMERIA - LA ALHAMBRA - GRANADA


Oggi mandato un sms a Joaquìn, l'amico di mia sorella che dovrebbe ospitarci qualche giorno a Malaga. Non mi ha ancora risposto, speriamo bene...
La prima tappa odierna è stata la Alhambra, secondo il ritmo forsennato che ormai contraddistingue questo viaggio. Sveglia alle 6:30, per essere lì il prima possibile. Una volta aperti gli occhi, ci rendiamo però conto che il sole non è ancora sorto. Alle sei e mezza del mattino! 
Smontare il campo al buio era impossibile, così ci siamo rimessi a dormire; circa un'ora dopo (cominciava ad albeggiare, per gli strani effetti della latitudine... - o longitudine? -) in piedi e via di fretta. Un saluto ad Almerìa e al mare che per tre giorni non ci accompagnerà più alla nostra sinistra, per poi esploderci di fronte diventando oceano. Poi, via verso l'entroterra andaluso.
Paesaggio lunare, desertico stile Grand Canyon; così americaneggiante che Sergio Leone ci ha girato molti dei suoi western. Uno dei set dei suoi film è stato trasformato in un parco a tema, e oggi ci siamo passati di fianco percorrendo l'Autovìa. Vedersi comparire all'improvviso un saloon e tende indiane è stato molto surreale...
Arrivati a la Alhambra, che rossa e imponente domina Granada dall'alto di un promontorio, abbiamo subito iniziato a fare la fila per i biglietti: 13 euro a cranio ben spesi.



E' impossibile non innamorarsi di quel posto: gigante, maestoso e fastoso. Chiostri e fontane in ogni dove, palazzi con interni decorati interamente con fregi in rilievo, giardini a terrazza curatissimi.


 Carlo V (quello che aveva un regno su cui il sole non tramontava mai) lo adorava così tanto che all'interno delle mura vi ha fatto costruire due palazzi.


E' stato così strano vedere l'architettura araba fianco a fianco con quella europea cinquecentesca! Commistione pura, che io adoro (e inseguo nel mio piccolo, fumando il narghilè dopo aver mangiato un'amatriciana).
Per visitare tutto il monumento abbiamo impiegato circa quattro ore, poi ci siamo rimessi in moto verso il centro di Granada. Altre tre ore di giro a piedi, in una città che è tutta salite e discese. Il quartiere arabo è bellissimo, mi ha ricordato Tunisi...


Poi, ancora moto fino al camping, in cui ci siamo imbattuti per caso. Panini per cena, e subito a montare il campo. Domani Cordoba, sperando che continui questo clima ventoso e nuvoloso (oggi c'erano "appena" 36 gradi..)
Un altro po' di Robert Plant & Allison Krauss, e poi a letto...YAP!

17 mag 2011

Una repubblica fondata sulla Contingenza

Sarà stata la voglia di cambiamento che il ballottaggio di Milano oggi ha ottimisticamente portato alla ribalta, fatto sta che quello che voglio fare stasera è giocare a costruire uno Stato in cui finalmente io mi riconosca.

Il presupposto fondamentale, che rende ciò che ho in mente totalmente utopico, è immaginare che gli uomini cui saranno destinati incarichi di responsabilità non usino mai il loro potere a fini personali. Questa condizione che pongo, troppo irreale per essere vera, rende ciò che leggerete un mero esercizio di fanta-politica. Dunque, non prendetemi troppo sul serio.

Immaginiamo di dover completamente ridisegnare lo Stato Italiano, in un'atmosfera positivista e costruttiva come fu quella della Costituente del secondo dopoguerra. L'unica differenza è che al posto che essere un'assemblea plenaria di coloro che passarono alla storia come padri della patria, questa nuova costituente è circoscritta nel mio studio. Gli unici presenti all'assemblea siamo io e il mio cane, quest'ultimo di poche parole ma con diritto di veto. All'ordine del giorno, la razionalizzazione dello Stato Italiano. Dunque, procediamo:

Il primo punto è la conferma del sistema democratico bicamerale, ma con i seguenti correttivi:
  • - riduzione del numero di parlamentari a 100 deputati e 75 senatori;
  • - introduzione di nuovi criteri per accedere in parlamento:
    • * abolizione dei limiti d'età;
    • * superamento di un test attitudinale, i cui risultati saranno resi pubblici;
    • * esame del sangue obbligatorio, da ripetere ogni mese per escludere eventuali abusi di alcol e/o stupefacenti.
  • - eliminazione delle cariche a vita;
  • - limite per ogni parlamentare a ricoprire tre soli mandati, a prescindere dalla durata delle singole legislature;
  • - divieto per i parlamentari di ricoprire altre professioni durante il proprio mandato;
  • - retribuzione per ogni parlamentare di 150 mila euro annui (250 per i ministri e 350 per il premier), indicizzata al tasso d'inflazione corrente, modificabile solo tramite referendum;
  • - abolizione per i parlamentari della diaria e delle indennità;
  • - abolizione della pensione da parlamentare, sostituita da un'indennità una tantum da corrispondere unicamente nel caso in cui la retribuzione da singolo parlamentare sia inferiore alla media delle ultime 3 dichiarazioni dei redditi del politico in oggetto prima dell'entrata in parlamento (esempio: se un avvocato aveva un reddito di 200 mila euro annui e viene eletto in Parlamento ottenendo una retribuzione da parlamentare di 150 mila euro annui, dopo una legislatura di 5 anni esso otterrà un'indennità di 200 mila - 150 mila x 5 = 250 mila euro);
  • - istituzione dei seguenti ministeri, a numero fisso per ogni legislatura a meno di esplicita riforma costituzionale:
    • * Tesoro;
    • * Istruzione e Ricerca;
    • * Sanità;
    • * Infrastrutture;
    • * Beni Culturali;
    • * Lavoro;
    • * Trasporti;
    • * Ambiente;
    • * Pubblica Amministrazione;
    • * Giustizia.
  • - istituzione di strettissimi criteri di selezione per gli aspiranti ministri basati su curriculum accademico e lavorativo, che deve obbligatoriamente essere pertinente con il ministero cui saranno destinati (mai più laureati in lettere che diventano ministri della Giustizia);
  • - ciascun ministro è direttamente responsabile del proprio operato, dunque sono aboliti i ministeri senza portafoglio;
  • - abolizione della carica di vice-ministro;
  • - limite di 2 sottosegretari per ogni ministero. Ogni sottosegretario aggiuntivo (facoltativo) sarà retribuito direttamente dal suo ministro di riferimento.

In questo modo, ogni governo sarà sempre costituito da 11 membri (10 ministri più il premier), che opereranno sotto la stretta supervisione del Presidente della Repubblica (le cui modalità di elezione e ruolo restano invariati).

Il secondo punto è la riforma del sistema elettorale, che continua ad essere maggioritario con sbarramento al 3% ma con i seguenti correttivi:
  • - ogni candidato premier è tenuto a presentare, contestualmente alla sua candidatura e dunque prima del voto, la propria rosa di ministri che rispettino i criteri di cui sopra;
  • - abolizione dei collegi di elezione, il candidato viene votato dalla totalità degli aventi diritto;
  • - ripristino della possibilità per l'elettore di esprimere la propria preferenza per specifici candidati;
  • - modifica delle modalità di accesso al voto, secondo le seguenti direttive: ogni cittadino, contestualmente all'esame di maturità (nuovo limite per la scuola dell'obbligo), compila un test a risposta multipla composto da 10 semplici domande di educazione civica (esempio: chi è l'attuale Presidente della Repubblica? Qual è la differenza tra potere esecutivo e potere legislativo?). Chi risponde esattamente ad almeno 8 domande su 10, ottiene la tessera elettorale. Chi rimane escluso e quindi non ha diritto di voto, può risostenere in ogni momento il test nel proprio ufficio comunale di competenza e dunque rientrare (previo superamento della prova) tra gli aventi diritto.
Lo so che abbandonare di fatto il suffragio universale è un'idea forte e magari poco popolare, ma d'altro canto è giusto che coloro chiamati a esprimere un giudizio siano informati su ciò che stanno giudicando. Il test non avrà un alto grado di difficoltà: stiamo parlando dell'ABC, del bagaglio di conoscenze che ogni cittadino che si rispetti dovrebbe dare a priori come acquisite. 
In questo modo si otterrà un'apprezzabile diminuzione delle spese elettorali, dato che meno elettori vuol dire meno seggi. E poi, tutto questo potrebbe significare un significativo cambiamento del concetto di "fare politica": infatti, tolti di mezzo gli ignoranti, sono proprio curioso di scoprire dove andrà a prendere i voti la Destra. 
Certo, rimarranno coloro cui conviene materialmente votarli e naturalmente i soliti esaltati, ma quelli sono sempre stati pochini in confronto alla massa informe su cui attecchisce il populismo...

Comunque, questo riassume ciò che riguarda il mero aspetto organizzativo. A breve leggerete i miei progetti di riforma per quanto riguarda i singoli ministeri. Sempre se avrete la pazienza di seguirmi....